Joshua ben Joseph

L  I  B  R  O

 

L'unità spirituale

Una delle riunioni della sera più importanti ad Amatus fu quella in cui si discusse dell’unità spirituale. Giacomo Zebedeo aveva chiesto: “Maestro, come impareremo ad avere lo stesso punto di vista e a godere così di maggiore armonia tra di noi?” Quando Gesù udì questa domanda fu scosso nel suo spirito a tal punto che replicò: “Giacomo, Giacomo, quando ti ho insegnato che dovreste avere tutti lo stesso punto di vista? Io sono venuto nel mondo a proclamare la libertà spirituale affinché i mortali possano avere la possibilità di vivere delle vite individuali originali e di libertà davanti a Dio. 

Io non desidero che l’armonia sociale e la pace fraterna siano raggiunte con il sacrificio della libera personalità e dell’originalità spirituale. Ciò che vi chiedo, miei apostoli, è l'Unità Spirituale e che possiate sperimentarla nella gioia della vostra consacrazione congiunta a fare di tutto cuore la volontà di mio Padre che è nei cieli. Voi non dovete avere lo stesso punto di vista o gli stessi sentimenti, né dovete pensare allo stesso modo per essere spiritualmente simili. L’unità spirituale deriva dalla coscienza che ciascuno di voi è abitato, e sempre più dominato, dal dono spirituale del Padre Celeste. La vostra armonia apostolica deve scaturire dal fatto che la speranza spirituale di ciascuno di voi è identica per origine, natura e destino.

In questo modo voi potete sperimentare una perfetta unità di propositi spirituali ed una comprensione spirituale derivante dalla mutua coscienza dell’identità di ciascuno degli spiriti del Paradiso. E potrete godere tutti di questa profonda unità spirituale anche di fronte alla estrema diversità delle vostre capacità individuali di pensiero intellettuale, di sentimento innato e di condotta sociale. Le vostre personalità possono avere una decisa diversità ed una sensibile differenza, mentre le vostre nature spirituali ed i frutti spirituali dell’adorazione divina e dell’amore fraterno possono essere così unificati che tutti quelli che osservano le vostre vite prenderanno certamente atto di questa identità di spirito ed unità d’anima. 

Essi riconosceranno che siete stati con me e che avete così imparato, ed in modo accettabile, a fare la volontà del Padre che è nei cieli. Voi potete raggiungere l’unità del servizio di Dio anche mentre svolgete questo servizio secondo le vostre personali doti originali di mente, di corpo e di anima. La vostra unità spirituale implica due fattori che si armonizzano sempre nella vita dei singoli credenti: primo, voi possedete un motivo comune per una vita di servizio; desiderate tutti fare soprattutto la volontà del Padre che è nei cieli. Secondo, avete tutti uno scopo comune d’esistenza; vi proponete tutti di ritrovare il Padre che è nei cieli e di provare così all’Universo che siete divenuti simili a lui.”

Gesù ritornò molte volte su questo tema durante l’istruzione dei dodici. Disse loro ripetutamente che non desiderava che coloro che credevano in lui divenissero dogmatizzati e standardizzati in conformità con le interpretazioni religiose pur di uomini e donne dabbene. Egli non cessò mai di mettere in guardia i suoi apostoli contro la formulazione di credo e l’istituzione di tradizioni per guidare e controllare i credenti nel Vangelo del Regno.

Verso la fine dell’ultima settimana ad Amatus, Simone Zelota condusse da Gesù un certo Teerma, un Persiano che svolgeva i propri affari a Damasco. Teerma aveva sentito parlare di Gesù ed era venuto a Cafarnao per vederlo, ed avendo appreso che Gesù era partito con i suoi apostoli per Gerusalemme scendendo il Giordano, partì alla sua ricerca. Andrea aveva presentato Teerma a Simone perché lo istruisse. Simone considerava il Persiano un “adoratore del fuoco”, sebbene Teerma si fosse dato gran cura di spiegargli che il fuoco era soltanto il simbolo visibile dell’Essere Puro e Santo. Dopo aver parlato con Gesù, il Persiano manifestò la sua intenzione di rimanere per alcuni giorni ad ascoltare l’insegnamento e la predicazione.

Quando Simone Zelota e Gesù furono soli, Simone chiese al Maestro: “Come mai non sono riuscito a persuaderlo? Perché ha talmente resistito a me ed ha prestato ascolto prontamente a te?” Gesù rispose: “Simone, Simone, quante volte ti ho raccomandato di astenerti da ogni sforzo per far uscire qualcosa dal cuore di coloro che cercano la salvezza? Quanto spesso ti ho detto di lavorare soltanto per far entrare qualcosa in queste anime affamate? Conduci gli uomini nel regno e le grandi verità viventi del regno scacceranno subito ogni serio errore. Quando tu hai presentato ad un mortale la buona novella che Dio è suo Padre, puoi tanto più facilmente persuaderlo che egli è in realtà un figlio di Dio. Ed avendo fatto ciò, hai portato la luce della salvezza ad un essere immerso nelle tenebre. 

Simone, quando il Figlio dell’Uomo è venuto da voi la prima volta, è venuto a condannare Mosè ed i profeti ed a proclamare un modo nuovo e migliore di vivere? No. Io non sono venuto ad eliminare quello che avete ereditato dai vostri antenati, ma a mostrarvi la visione completa di quello che i vostri padri hanno visto soltanto in parte. Va dunque, Simone ad insegnare e a predicare il regno, e quando avrai condotto nel regno un uomo sano e salvo, allora sarà il momento, se questi verrà da te con delle domande, d’impartirgli istruzioni relative all’avanzamento progressivo dell’anima all’interno del regno divino.”

Simone fu sconcertato da queste parole, ma fece come Gesù gli aveva raccomandato, e Teerma il Persiano fu annoverato tra coloro che entrarono nel regno. Quella sera Gesù parlò agli apostoli sulla nuova vita nel regno. Egli disse in particolare: “Quando entrerete nel regno, nascerete di nuovo. Non potete insegnare le cose profonde dello spirito a coloro che sono solo nati dalla carne; badate prima che gli uomini siano nati dallo spirito prima di cercare d’istruirli nelle vie avanzate dello spirito. Non cominciate a mostrare agli uomini le bellezze del tempio prima di averli fatti entrare nel tempio. Portate gli uomini a Dio e come figli di Dio prima di parlare delle dottrine della paternità di Dio e della filiazione degli uomini. Non lottate con gli uomini, siate sempre pazienti. Non è il vostro regno; voi siete solo degli ambasciatori. Andate semplicemente a proclamare: ecco il regno dei cieli, Dio è vostro Padre e voi siete figli suoi, e questa buona novella, se credete ad essa con tutto il cuore, è la vostra salvezza eterna.”

Gli apostoli fecero grandi progressi durante il soggiorno ad Amatus, ma furono molto delusi che Gesù non avesse voluto dar loro alcun suggerimento circa i rapporti con i discepoli di Giovanni. Anche sull’importante questione del battesimo, tutto quello che Gesù disse fu: “In verità Giovanni ha battezzato con acqua, ma quando entrerete nel regno dei cieli voi sarete battezzati con lo Spirito.”