Joshua ben Joseph

L  I  B  R  O

 

La prima apparizione pubblica

La prima apparizione in pubblico di Gesù dopo il suo battesimo ebbe luogo nella sinagoga di Cafarnao sabato 2 marzo dell’anno 26 d.C. La sinagoga era gremita. La storia del battesimo nel Giordano era ora accresciuta dalle recenti notizie provenienti da Cana sull’acqua ed il vino. Gesù assegnò dei posti d’onore ai suoi sei apostoli, e seduti con loro c’erano i suoi fratelli di sangue Giacomo e Giuda. Sua madre, ritornata a Cafarnao con Giacomo la sera prima, era anch’essa presente, seduta nel settore della sinagoga riservato alle donne. Tutti gli astanti erano eccitati; si aspettavano di vedere qualche manifestazione straordinaria di potere soprannaturale che fosse una testimonianza appropriata della natura e dell’autorità di colui che avrebbe parlato loro quel giorno. Ma erano destinati a rimanere delusi.

Quando Gesù si alzò, il capo della sinagoga gli porse il rotolo delle Scritture ed egli lesse dal profeta Isaia: “Così dice il Signore: ‘Il cielo è il mio trono e la terra il mio sgabello. Dov’è la casa che avete costruito per me? E dov’è il luogo della mia dimora? Tutte queste cose le hanno fatte le mie mani’, dice il Signore. ‘Poserò il mio sguardo solo su colui che è povero e che è contrito di spirito, e che trema alle mie parole’. Ascoltate la parola del Signore voi che tremate di paura. ‘I vostri fratelli vi hanno odiato e vi hanno respinto a causa del mio nome’. Ma lasciate che il Signore sia glorificato. Egli vi apparirà nella gioia e tutti gli altri saranno confusi. Una voce proveniente dalla città, una voce proveniente dal tempio, una voce proveniente dal Signore dice: ‘Prima di avere le doglie essa ha partorito; prima che venissero le sofferenze ha dato alla luce un bambino maschio.’ Chi ha mai udito una cosa simile? Si farà produrre la terra in un solo giorno? O può una nazione nascere in un solo istante? Ma così dice il Signore: ‘Ecco, stenderò la pace come un fiume, ed anche la gloria dei Gentili sarà simile ad un torrente che scorre. Come uno che sua madre conforta, così io conforterò voi. E sarete confortati anche in Gerusalemme. E quando vedrete questi avvenimenti il vostro cuore gioirà.’ ”

Quando ebbe terminato questa lettura, Gesù restituì il rotolo al conservatore dello stesso. Prima di sedersi disse semplicemente: “Siate pazienti e vedrete la gloria di Dio; sarà così anche per tutti coloro che resteranno con me e che impareranno in tal modo a fare la volontà di mio Padre che è nei cieli.” La gente ritornò alle proprie case chiedendosi quale fosse il significato di tutto ciò. Quel pomeriggio Gesù e i suoi apostoli, con Giacomo e Giuda, salirono su un battello e scesero lungo la riva per un breve tratto e poi gettarono l’ancora mentre egli parlava loro del regno futuro. Ed essi lo capirono di più rispetto alla sera di giovedì. Gesù ordinò loro di riprendere i normali impegni di lavoro fino a quando “giunge l’ora del regno”. E per incoraggiarli diede loro l’esempio ritornando regolarmente a lavorare nel cantiere navale.

Spiegando loro che dovevano dedicare tre ore ogni sera allo studio e alla preparazione del loro lavoro futuro, Gesù aggiunse: “Resteremo tutti qui intorno fino a quando mio Padre mi ordinerà di chiamarvi. Ciascuno di voi deve tornare ora al suo lavoro abituale proprio come se niente fosse accaduto. Non raccontate nulla di me a nessuno e ricordatevi che il mio regno non verrà con frastuoni ed incantesimi, ma dovrà piuttosto venire attraverso il grande cambiamento che mio Padre avrà operato nel vostro cuore e nel cuore di coloro che saranno chiamati ad unirsi a voi nei consigli del regno. Voi siete ora miei amici; io ho fiducia in voi e vi voglio bene; diverrete presto miei discepoli personali. Siate pazienti, siate garbati. Siate sempre obbedienti alla volontà del Padre. Preparatevi alla chiamata del regno. 

Mentre proverete grande gioia nel servizio di mio Padre, preparatevi anche per le difficoltà, perché vi avverto che sarà soltanto attraverso grandi tribolazioni che molti entreranno nel regno. Ma per coloro che avranno trovato il regno, la loro gioia sarà completa e saranno chiamati i beati di tutta la terra. Ma non nutrite false speranze; il mondo esiterà alle mie parole. Anche voi, amici miei, non comprendete pienamente ciò che sto svelando alle vostre menti confuse. Statene certi; noi lavoreremo per una generazione di cercatori di segni. Essi esigeranno il compimento di prodigi come prova che io sono inviato da mio Padre, e saranno lenti a riconoscere nella rivelazione dell’amore di mio Padre le credenziali della mia missione.” 

Quella sera, quando furono tornati a terra e prima di separarsi, Gesù, stando vicino alla riva, pregò: “Padre mio, ti ringrazio per questi piccoli che, nonostante i loro dubbi, già credono. Per amore loro ho messo me stesso da parte per fare la tua volontà. Possano essi ora imparare ad essere uno, come noi siamo uno.”