Joshua ben Joseph

L  I  B  R  O

 

L'ordinazione dei dodici

Poco prima di mezzogiorno di domenica 12 gennaio dell’anno 27 d.C., Gesù riunì gli apostoli per la loro ordinazione come predicatori pubblici del Vangelo del Regno. I dodici si aspettavano di essere chiamati da un giorno all’altro; così questa mattina non si allontanarono molto dalla riva per pescare. Alcuni di loro erano rimasti vicino alla riva a riparare le reti e ad armeggiare con i loro attrezzi da pesca. Quando Gesù scese sulla spiaggia per riunire gli apostoli, chiamò per primi Andrea e Pietro, che stavano pescando vicino alla riva; poi fece segno a Giacomo e a Giovanni, che stavano su un battello poco lontano, chiacchierando con il loro padre Zebedeo e rammendando le reti.

Radunò poi a due a due gli altri apostoli, e quando li ebbe riuniti tutti e dodici, partì con loro per la regione montuosa a nord di Cafarnao, dove procedette ad istruirli in preparazione della loro ordinazione ufficiale. Per una volta tutti i dodici gli apostoli erano silenziosi; anche Pietro era in stato d’animo di riflessione. Alla fine il momento tanto atteso era giunto! Essi stavano partendo da soli con il Maestro per partecipare ad una qualche sorta di cerimonia solenne di consacrazione personale e di dedicazione collettiva all’opera sacra di rappresentare il loro Maestro nella proclamazione della venuta del regno di suo Padre.

Prima della cerimonia ufficiale di ordinazione Gesù parlò ai dodici mentre stavano seduti attorno a lui, dicendo: “Fratelli miei, l’ora del regno è giunta. Vi ho condotti qui da soli con me per presentarvi al Padre come ambasciatori del regno. Alcuni di voi mi hanno sentito parlare di questo regno nella sinagoga quando foste radunati per la prima volta. Ciascuno di voi ha appreso di più sul regno del Padre poiché siete stati a lavorare con me nelle città intorno al Mare di Galilea. Ma ora ho qualcosa di più da dirvi su questo regno. “Il nuovo regno che mio Padre è sul punto di stabilire nel cuore dei suoi figli terreni sarà un dominio eterno. Non ci sarà fine di questo primato di mio Padre nel cuore di coloro che desiderano fare la sua volontà divina. Io vi dichiaro che mio Padre non è il Dio degli Ebrei o dei Gentili.

Molti verranno dall’oriente e dall’occidente a sedere con noi nel regno del Padre, mentre molti dei figli di Abramo rifiuteranno di entrare in questa nuova fratellanza del governo dello spirito del Padre nel cuore dei figli degli uomini. La potenza di questo regno non consisterà né nella forza degli eserciti né nel potere delle ricchezze, ma piuttosto nella gloria dello spirito divino che verrà ad istruire le menti e a dirigere i cuori degli uomini rinati di questo regno celeste, i figli di Dio. Questa è la fratellanza dell’amore in cui regna la rettitudine, ed il cui grido di gioua sarà: pace sulla terra e buona volontà a tutti gli uomini. Questo regno che andrete tra poco a proclamare è il desiderio degli uomini buoni di tutte le ere, la speranza di tutta la terra ed il compimento delle sagge promesse di tutti i profeti.

Ma per voi, fratelli miei, e per tutti gli altri che vorranno seguirvi in questo regno, è necessaria una severa prova. Soltanto la fede vi permetterà di oltrepassare le sue porte, ma voi dovrete produrre i frutti dello spirito di mio Padre se vorrete continuare l’ascensione nella vita progressiva della comunità divina. In verità, in verità vi dico, nessuno che dice: ‘Signore, Signore’ entrerà nel regno dei cieli, ma piuttosto colui che fa la volontà di mio Padre che è nei cieli. Il vostro messaggio al mondo sarà: cercate prima il regno di Dio e la sua rettitudine, e quando avrete trovato questi, tutte le altre cose essenziali per la sopravvivenza eterna vi saranno assicurate in aggiunta. Ed ora vorrei chiarirvi che questo regno di mio Padre non verrà con un’esibizione esteriore di potere o con una eclatante dimostrazione. Non dovete partire quindi per proclamare il regno dicendo: ‘esso è qui’ o ‘esso è là’, perché questo regno di cui predicate è Dio in voi.

Chiunque voglia essere grande nel regno di mio Padre dovrà diventare un ministro per tutti; e chiunque voglia essere primo tra voi, che diventi il servitore dei suoi fratelli. Ma una volta che sarete veramente accolti come cittadini nel regno celeste, non sarete più servitori ma figli, figli del Dio vivente. E così questo regno progredirà nel mondo fino a che non avrà travolto tutte le barriere e portato tutti gli uomini a conoscere mio Padre ed a credere nella verità salvifica che io sono venuto a proclamare. Anche ora il regno è a portata di mano, ed alcuni di voi non moriranno senza aver visto il regno di Dio venire con grande potenza. 

E ciò che i vostri occhi vedono ora, questo piccolo inizio di dodici uomini comuni, si moltiplicherà e crescerà sino a che alla fine tutta la terra sarà ricolma delle lodi di mio Padre. E non sarà tanto per le parole che pronuncerete quanto per la vita che vivrete che gli uomini sapranno che siete stati con me e che siete stati istruiti sulle realtà del regno. Anche se non vorrei porre grevi fardelli sulle vostre menti, sto per caricare le vostre anime della solenne responsabilità di rappresentarmi nel mondo quando presto vi lascerò, come io rappresento ora mio Padre in questa vita che sto vivendo nella carne.” E quando ebbe finito di parlare, egli si alzò in piedi.

Gesù ordinò ora ai dodici mortali che avevano appena ascoltato la sua dichiarazione sul regno d’inginocchiarsi in cerchio attorno a lui. Poi il Maestro posò le sue mani sulla testa di ciascun apostolo, cominciando da Giuda Iscariota e finendo con Andrea. Dopo averli benedetti, egli stese le sue mani e pregò: “Padre mio, conduco ora a te questi uomini, miei messaggeri. Tra i nostri figli sulla terra ho scelto questi dodici per andare a rappresentarmi come io sono venuto a rappresentare te. Amali ed accompagnali come tu hai amato ed accompagnato me. Ed ora, Padre mio, dona a questi uomini la saggezza poiché io pongo tutti gli affari del regno futuro nelle loro mani. E vorrei, se tale è la tua volontà, restare qualche tempo sulla terra per aiutarli nel loro lavoro per il regno. E nuovamente, Padre mio, ti ringrazio per questi uomini e li affido alla tua custodia mentre io vado a completare l’opera che mi hai dato da compiere.”

Quando Gesù ebbe finito di pregare, gli apostoli rimasero ognuno chinato al proprio posto. Trascorsero parecchi minuti prima che Pietro osasse alzare gli occhi per guardare il Maestro. Ad uno ad uno essi abbracciarono Gesù, ma nessuno disse una parola. Un grande silenzio pervadeva quel luogo, mentre una folla di esseri celesti contemplava dall’alto questa scena sacra e solenne - il Creatore dell' Universo che poneva gli affari della fratellanza divina degli uomini sotto la direzione di menti umane.