Joshua ben Joseph

L  I  B  R  O

 

La festa dei Tabernacoli

Gesù aveva ora 31 anni. Si era ora prossimi alla fine dell’estate del 25 d.C., quasi all’epoca del giorno di riparazione e della festa dei Tabernacoli. Gesù tenne una riunione di famiglia a Cafarnao durante il sabato, ed il giorno successivo partì per Gerusalemme con Giovanni, il figlio di Zebedeo, passando ad est del lago e per Gerasa e scendendo la valle del Giordano. Mentre per strada s’intratteneva con il suo compagno, Giovanni notò un grande cambiamento in Gesù. Gesù e Giovanni si fermarono per la notte a Betania presso Lazzaro e le sue sorelle, e partirono presto il mattino dopo per Gerusalemme. Essi trascorsero quasi tre settimane nella città e nei suoi dintorni, o almeno lo fece Giovanni. Per molti giorni Giovanni andò da solo a Gerusalemme, mentre Gesù camminava sulle colline vicine e s’immergeva in lunghi periodi di comunione spirituale con suo Padre nei cieli.

Tutti e due assistettero ai servizi solenni del giorno di riparazione. Giovanni fu molto colpito dalle cerimonie di questo giorno cruciale del rituale religioso ebraico, ma Gesù rimase uno spettatore pensieroso e silenzioso. Per il Figlio dell’Uomo questo spettacolo era pietoso e patetico. Egli considerò tutto ciò come una falsa rappresentazione del carattere e degli attributi di suo Padre Celeste. Reputò gli avvenimenti di questo giorno una parodia dei fatti della giustizia divina e delle verità della misericordia infinita. Egli bruciava dal desiderio di proclamare la verità reale riguardo al carattere amorevole e alla condotta misericordiosa di suo Padre nell’Universo, ma il suo fedele Spirito lo avvertì che la sua ora non era ancora giunta. Ma quella sera a Betania Gesù si lasciò sfuggire numerose osservazioni che turbarono grandemente Giovanni; e Giovanni non comprese mai pienamente il significato reale di ciò che disse Gesù nel corso del loro colloquio di quella sera.

Gesù programmò di rimanere per tutta la settimana della festa dei Tabernacoli con Giovanni. Questa festa era la vacanza annuale di tutta la Palestina; era il periodo delle ferie ebraiche. Anche se Gesù non partecipò alla festosità di circostanza, era evidente che provava piacere e soddisfazione nel vedere lo spensierato e gioioso abbandono dei giovani e dei vecchi. A metà della settimana di celebrazione e prima che le festività fossero terminate, Gesù si congedò da Giovanni dicendo che desiderava ritirarsi sulle colline dove poteva comunicare meglio con suo Padre del Paradiso. Giovanni avrebbe voluto andare con lui, ma Gesù insisté perché rimanesse per tutta la durata delle festività dicendo: “Non ti è richiesto di portare il fardello del Figlio dell’Uomo; solo la sentinella deve vegliare mentre la città dorme in pace.” Gesù non ritornò a Gerusalemme. Dopo quasi un’intera settimana passata da solo sulle colline vicino a Betania, partì per Cafarnao. Sulla via del ritorno egli passò un giorno e una notte da solo sulle pendici del Monte Gelboe, vicino al luogo in cui il Re Saul si era suicidato; e quando arrivò a Cafarnao sembrava più sereno di quando aveva lasciato Giovanni a Gerusalemme.

Il mattino successivo Gesù andò al baule contenente i suoi effetti personali, che era rimasto nel laboratorio di Zebedeo, indossò il suo grembiule e si presentò al lavoro dicendo: “È necessario che mi tenga occupato mentre aspetto la mia ora.” E lavorò parecchi mesi, fino al gennaio dell’anno successivo, nel cantiere navale a fianco di suo fratello Giacomo. Dopo questo periodo di lavoro con Gesù, indipendentemente dai dubbi che vennero ad offuscare la comprensione di Giacomo circa l’opera della vita del Figlio dell’Uomo, egli non abbandonò mai più realmente e completamente la sua fede nella missione di Gesù. Durante questo periodo finale di lavoro al cantiere navale, Gesù passò la maggior parte del suo tempo alla finitura interna di alcuni grandi battelli. Egli metteva grande impegno in tutto il suo lavoro manuale e sembrava provare la soddisfazione del compimento umano quando aveva terminato una buona parte di lavoro. Sebbene spendesse poco tempo nei dettagli, egli era un operaio meticoloso quando si trattava delle cose essenziali di un dato lavoro.

Mentre il tempo passava, giunsero a Cafarnao delle voci su un certo Giovanni che predicava battezzando dei penitenti nel Giordano; e Giovanni predicava: “Il regno dei cieli è vicino; pentitevi e battezzatevi.” Gesù sentì di queste voci mentre Giovanni risaliva lentamente la valle del Giordano dal guado del fiume più vicino a Gerusalemme. Ma Gesù continuò a lavorare, costruendo battelli, fino a che Giovanni ebbe risalito il fiume giungendo ad una località vicina a Pella nel mese di gennaio dell’anno successivo, 26 d.C. Allora Gesù depose i suoi arnesi dicendo: “La mia ora è giunta”, e si presentò ben presto a Giovanni per essere battezzato. Ma un grande cambiamento si era operato in Gesù. Furono poche le persone che avevano goduto delle sue visite e del suo ministero mentre percorreva il paese in lungo e in largo che riconobbero in seguito nell’istruttore pubblico la stessa persona che avevano conosciuto ed amato come individuo privato negli anni precedenti. E c’era una ragione al fatto che i suoi beneficiari di un tempo non lo riconoscevano nel suo ruolo successivo d’istruttore pubblico ed autorevole. Questa trasformazione di mente e di spirito era proseguita per lunghi anni e si era completata durante il memorabile soggiorno sul Monte Hermon.