Joshua ben Joseph

L  I  B  R  O

 

I quaranta giorni di predicazione

Quando Giovanni ritornò dai suoi discepoli (ne aveva ora venticinque o trenta che stavano sempre con lui), li trovò in accesa discussione su quanto era appena accaduto in connessione con il battesimo di Gesù. Essi rimasero tutti ancora più stupiti quando Giovanni raccontò loro la storia della visitazione di Gabriele a Maria prima della nascita di Gesù, ed anche che Gesù non gli aveva detto una parola dopo che gliene aveva parlato. Non pioveva quella sera e questo gruppo di trenta o più persone discusse a lungo nella notte stellata. Essi si chiedevano dove fosse andato Gesù e quando lo avrebbero rivisto. 

Dopo l’esperienza di questo giorno la predicazione di Giovanni assunse toni nuovi e sicuri della proclamazione concernente il futuro regno e l’atteso Messia. Questi quaranta giorni di attesa, aspettando il ritorno di Gesù, furono un periodo di tensione; ma Giovanni continuava a predicare con grande potenza, ed i suoi discepoli cominciarono in quel tempo a predicare alle folle straripanti che si ammassavano attorno a Giovanni sulle rive del Giordano.

Nel corso di questi quaranta giorni di attesa si diffusero molte dicerie nel paese ed anche a Tiberiade e Gerusalemme. Migliaia di persone venivano a vedere la nuova attrazione all’accampamento di Giovanni, il preteso Messia, ma Gesù non fu visto. Quando i discepoli di Giovanni affermavano che lo strano uomo di Dio se ne era andato sulle colline, molti dubitavano dell’intera storia. Circa tre settimane dopo che Gesù li aveva lasciati, arrivò sulla scena a Pella una nuova delegazione di sacerdoti e di Farisei di Gerusalemme. 

Essi chiesero direttamente a Giovanni se egli fosse Elia o il profeta promesso da Mosè; e quando Giovanni disse: “Non lo sono”, essi ebbero l’ardire di chiedere: “Sei tu il Messia? E Giovanni rispose: “Non lo sono.” Allora questi uomini venuti da Gerusalemme dissero: “Se tu non sei Elia, né il profeta, né il Messia, allora perché battezzi la gente e crei tutto questo trambusto?” E Giovani replicò: “Spetta a coloro che mi hanno ascoltato ed hanno ricevuto il mio battesimo dire chi sono, ma io vi dichiaro che, mentre io battezzo con acqua, è stato fra di noi uno che ritornerà per battezzarvi con lo Spirito Santo.”

Questi quaranta giorni furono un periodo difficile per Giovanni e i suoi discepoli. Quale doveva essere la relazione tra Giovanni e Gesù? Sorsero cento questioni da discutere. La politica e le ambizioni egoiste cominciarono a fare la loro apparizione. Sorsero delle discussioni accanite attorno alle varie idee e concezioni del Messia. Sarebbe egli divenuto un capo militare e un re come Davide? Avrebbe sconfitto le armate romane come Giosuè aveva fatto con i Cananei? O sarebbe venuto ad instaurare un regno spirituale? Giovanni propendeva piuttosto, con la minoranza, che Gesù fosse venuto ad instaurare il regno dei cieli, sebbene non fosse del tutto chiaro nella sua mente che cosa doveva comportare questa missione dell’instaurazione del regno dei cieli.

Questi furono giorni intensi nell’esperienza di Giovanni ed egli pregò per il ritorno di Gesù. Alcuni discepoli di Giovanni organizzarono dei gruppi di esploratori per andare alla ricerca di Gesù, ma Giovanni lo proibì dicendo: “I nostri tempi sono nelle mani del Dio del cielo; egli guiderà il suo Figlio eletto.” Fu al mattino presto di sabato 23 febbraio che i compagni di Giovanni, mentre prendevano il loro pasto del mattino, guardarono verso nord e scorsero Gesù che veniva verso di loro. Mentre egli si avvicinava, Giovanni salì sopra una grande roccia e alzando la sua risonante voce disse: “Guardate il Figlio di Dio, il liberatore del mondo! Questi è colui del quale ho detto: ‘Dopo di me verrà uno che mi sarà preferito perché esisteva prima di me.’ Per questo motivo sono uscito dal deserto a predicare il pentimento e a battezzare con acqua, proclamando che il regno dei cieli è vicino. Ora viene uno che vi battezzerà con lo Spirito Santo. Io ho visto lo spirito divino discendere su quest’uomo ed ho udito la voce di Dio dichiarare: ‘Questo è il mio figlio prediletto nel quale io sono molto soddisfatto.’ ” Gesù li invitò a ritornare al loro cibo mentre egli si sedette a mangiare con Giovanni, poiché i suoi fratelli Giacomo e Giuda erano tornati a Cafarnao.

La mattina presto del giorno seguente egli si congedò da Giovanni e dai suoi discepoli e ripartì per la Galilea. Non disse loro nulla di quando lo avrebbero rivisto. Alle domande di Giovanni sulla propria predicazione e missione Gesù disse soltanto: “Mio Padre ti guiderà ora ed in futuro come ha fatto nel passato.” E questi due grandi uomini si separarono quel mattino sulle rive del Giordano per non rivedersi mai più nella carne.

Poiché Gesù era andato a nord in Galilea, Giovanni si sentì spinto a ritornare sui suoi passi verso sud. Di conseguenza, domenica mattina 3 marzo, Giovanni ed il resto dei suoi discepoli iniziarono il loro viaggio verso sud. Circa un quarto dei discepoli più vicini a Giovanni erano partiti nel frattempo per la Galilea in cerca di Gesù. C’era la tristezza della confusione in Giovanni. Egli non predicò più come faceva prima di battezzare Gesù. Sentiva in certo qual modo che la responsabilità del regno futuro non era più sulle sue spalle. Egli aveva l’impressione che la sua opera fosse quasi finita; era sconsolato e solo. Ma predicava, battezzava e proseguiva il suo cammino verso sud. 

Giovanni si fermò parecchie settimane vicino al villaggio di Adam, e fu qui che lanciò il suo memorabile attacco contro Erode Antipa che aveva preso illegalmente la moglie di un altro uomo. Nel giugno di quest’anno (26 d.C.) Giovanni era tornato al guado di Betania sul Giordano, dove aveva iniziato la sua predicazione sul regno futuro più di un anno prima. Nelle settimane che seguirono il battesimo di Gesù, il carattere della predicazione di Giovanni era gradatamente cambiato nella proclamazione della misericordia per la gente comune, mentre denunciava con rinnovata veemenza i capi politici e religiosi corrotti.

Erode Antipa, nel cui territorio Giovanni stava predicando, si allarmò per timore che costui ed i suoi discepoli suscitassero una ribellione. Erode era anche risentito per le critiche pubbliche di Giovanni sui suoi affari familiari. In considerazione di tutto ciò Erode decise di mettere Giovanni in prigione. Di conseguenza, nelle prime ore del mattino del 12 giugno, prima dell’arrivo delle moltitudini per ascoltare la predicazione ed assistere al battesimo, gli agenti di Erode posero Giovanni in stato d’arresto. Poiché le settimane passavano ed egli non veniva rilasciato, i suoi discepoli si sparsero per tutta la Palestina; molti di loro andarono in Galilea per unirsi ai discepoli di Gesù.